lunedì 13 febbraio 2017

Ognuno deve delineare il proprio cammino personale -"Davanti alla legge",Il processo,Franz Kafka

Dal capitolo IX,"Il processo"

"Davanti alla legge sta un guardiano. Un uomo di campagna viene da questo guardiano e gli chiede il permesso di accedere alla legge. Ma il guardiano gli risponde che per il momento non glielo può consentire.
L’uomo dopo aver riflettuto chiede se più tardi gli sarà possibile. «Può darsi,» dice il guardiano, «ma adesso no». Poiché la porta di ingresso alla legge è aperta come sempre e il guardiano si scosta un po’, l’uomo si china per dare, dalla porta, un’occhiata nell’interno.
Il guardiano, vedendolo, si mette a ridere, poi dice: «Se ti attira tanto, prova a entrare ad onta del mio divieto. Ma bada: io sono potente. E sono solo l’ultimo dei guardiani. All’ingresso di ogni sala stanno dei guardiani, uno più potente dell’altro. Già la vista del terzo riesce insopportabile anche a me.»
L’uomo di campagna non si aspettava tali difficoltà; la legge, nel suo pensiero, dovrebbe esser sempre accessibile a tutti; ma ora, osservando più attentamente il guardiano chiuso nella sua pelliccia, il suo gran naso a becco, la lunga e sottile barba nera all’uso tartaro decide che gli conviene attendere finché otterrà il permesso.
Il guardiano gli dà uno sgabello e lo fa sedere a lato della porta. Giorni e anni rimane seduto lì. Diverse volte tenta di esser lasciato entrare, e stanca il guardiano con le sue preghiere. Il guardiano sovente lo sottopone a brevi interrogatori, gli chiede della sua patria e di molte altre cose, ma sono domande fatte con distacco, alla maniera dei gran signori, e alla fine conclude sempre dicendogli che non può consentirgli l’ingresso.
L’uomo, che si è messo in viaggio ben equipaggiato, dà fondo ad ogni suo avere, per quanto prezioso possa essere, pur di corrompere il guardiano, e questi accetta bensì ogni cosa, però gli dice: «Lo accetto solo perché tu non creda di aver trascurato qualcosa.»
Durante tutti quegli anni l’uomo osserva il guardiano quasi incessantemente; dimentica che ve ne sono degli altri, quel primo gli appare l’unico ostacolo al suo accesso alla legge. Impreca alla propria sfortuna, nei primi anni senza riguardi e a voce alta, poi, man mano che invecchia, limitandosi a borbottare tra sè.
Rimbambisce, e poiché, studiando per tanti anni il guardiano, ha individuato anche una pulce nel collo della sua pelliccia, prega anche la pulce di intercedere presso il guardiano perché cambi idea.
Alla fine gli s’affievolisce il lume degli occhi, e non sa se è perché tutto gli si fa buio intorno, o se siano i suoi occhi a tradirlo. Ma ora, nella tenebra, avverte un bagliore che scaturisce inestinguibile dalla porta della legge.
Non gli rimane più molto da vivere. Prima della morte tutte le nozioni raccolte in quel lungo tempo gli si concentrano nel capo in una domanda che non ha mai posta al guardiano; e gli fa cenno, poiché la rigidità che vince il suo corpo non gli permette più di alzarsi. Il guardiano deve abbassarsi grandemente fino a lui, dato che la differenza delle stature si è modificata a svantaggio dell’uomo.
«Che cosa vuoi sapere ancora?» domanda il guardiano, «sei proprio insaziabile.» «Tutti si sforzano di arrivare alla legge,» dice l’uomo, «e come mai allora nessuno in tanti anni, all’infuori di me, ha chiesto di entrare?»
Il guardiano si accorge che l’uomo è agli estremi e, per raggiungere il suo udito che già si spegne, gli urla: «Nessun altro poteva ottenere di entrare da questa porta, a te solo era riservato l’ingresso. E adesso vado e la chiudo.» "


Ognuno di noi deve delineare il proprio cammino personale.Non c'è una porta unica,non c'è una via ugualmente valida attraverso cui tutti possono indistintamente trovare e compiere il loro percorso.
Il professore di letteratura tedesca oggi ha proposto questa parabola estrapolata da "Il processo" di Kafka.Ha sostituito la "legge" con la "letteratura" per illustrare come lui stesso,paragonandosi al guardiano della parabola,sia in realtà "solo" un'istituzione e pertanto il suo compito è quello di darci un canovaccio di regole da seguire per l'approccio alla materia.Tuttavia non può fornirci un copione dettagliato su come affrontarne lo studio,non può (e non deve) sostituirsi a noi studenti nella costruzione della nostra esperienza sui testi.Ho trovato originale il modo in cui il professore ci abbia fornito un concetto di carattere metodologico e mi è sembrato uno spunto interessante per riflettere ancora una volta sulla nostra responsabilità di sviluppare coscienza critica,coraggio e curiosità di allungare il nostro sguardo anche oltre le barriere abituali,non solo nell'ambito dello studio.
Questo naturalmente è solo uno dei punti di vista tramite il quale analizzare "Il processo".

domenica 5 febbraio 2017

Oscars 2017 in pillole:Animali notturni,Passengers e Florence || Recensione no spoiler


Gli Academy Awards si avvicinano e aspettando l’uscita di alcuni dei film candidati per la categoria “miglior film” ho dato un’occhiata ad altri concorrenti. In questa recensione ho pensato di parlare ,o meglio, di citare tre film che non rientrano tra i protagonisti di quest’anno ma in cui ho trovato comunque qualche elemento di spicco.Mi riferisco a Animali Notturni,Passangers e Florence.



Michael Shannon di Animali Notturni (Nocturnal Animals)di Tom Ford rientra tra i candidati della categoria “miglior attore non protagonista”. E’ un film drammatico che vede per protagonista una gallerista (Amy Adams per poco non rientrata tra le candidate all’oscar come miglior attrice protagonista) che riceve un romanzo thriller scritto dall’ex marito (Jake Gyllenhaal) e in cui ,presa dalla sua lettura,riesce a rispecchiarsi.Infatti si proietta in quella che sarebbe stata la sua famiglia se non avesse divorziato dal marito con un finale tutt’altro che scontato.Ho apprezzato la scelta del “racconto nel racconto” e il modo in cui è stato realizzato.Il piano narrativo della realtà del film e quello della storia del romanzo percorrano due linee parallele e si ricongiungono nel finale in maniera armonica.Un bel gioco di intreccio.



Passengers narra di uno scenario futuristico in cui gli uomini hanno la possibilità di essere ibernati ed iniziare una nuova vita su un altro pianeta.Il viaggio tra la Terra e il pianeta “colonia” (come viene definito nel film) dura ben centoventi anni ma Jim (Chris Pratt) si sveglia novanta anni prima dell’arrivo e senza alcuna possibilità di comunicare con la Terra.Infatti lo scontro con un meteorite ha danneggiato la nave stellare su cui viaggiano i passeggeri e sarà compito di Jim e Aurora (Jennifer Lawrence) evitare il peggio. Passengers ha ricevuto la nomination agli Academy Awards per miglior colonna sonora,tuttavia sono altri gli aspetti che mi hanno colpita. Il film riesce a suscitare un grande senso d’ansia.L’idea di essere intrappolati su una nave spaziale per il resto della propria vita non è la prospettiva più rosea ma rende bene il messaggio di fondo del film: noi esseri umani siamo solo di passaggio in questa vita.Oltre questa idea di base ho apprezzato l’evoluzione del protagonista dall’agire per il proprio bene all’agire per un bene più grande. Davvero intensa anche anche la recitazione di Pratt e della Lawrence.



Infine vorrei parlare di Florence ( Showtime for Florence Foster Jenkins).Narra la storia vera di Florence Foster Jenkins (Meryl Streep),ereditiera newyorkese che sogna di diventare una  cantante lirica sebbene abbia scarse doti canore.Tuttavia riesce a realizzare il suo sogno e ad esibirsi alla Carnegie Hall grazie a suo marito (Hugh Grant) e al suo pianista (Simon Helberg) e passerà alla storia per essere la cantante peggiore mai esistita.Tutta la commedia ruota intorno alla realtà finta che il marito di Florence si impegna a creare affinchè nessuno possa mettere la donna di fronte alla scomoda verità (mi ha ricordato molto l’impostazione di “Good Bye,Lenin” anche se in prospettive storiche e culturali totalmente differenti).E’ un mondo fittizio,l’unico in cui la protagonista sembra poter vivere e trovare la sicurezza di esprimersi.In realtà è proprio quando questo mondo crolla che Florence dimostra più forza di tutti gli altri :La gente può dire che non so cantare, ma nessuno potrà mai dire che non ho cantato”. Maryl Streep è stata candidata come miglior attrice protagonista per questa interpretazione eccellente (Meryl non delude mai): spontanea,brillante e divertente. Vincente anche l’interpretazione di Hugh Grant creando così un personaggio dalle mille sfaccettature. Interessante anche la performance di Helberg(conosciuto anche come Howard Wolowitz nella serie The big bang theory) nei panni del delicato pianista McMoon che rappresenta un po’ la visione di noi spettatori ,sprovveduto e divertito quando si trova di fronte alla tragi-comica situazione raccontata e la nostra percezione della vicenda cambia insieme alla sua.E’ una commedia originale punteggiata di dolcezza e che sa come tenerci compagnai per due ore.




Non so ancora se tifare per questi film nelle rispettive categorie in cui sono stati nominati,come ho detto secondo me hanno spiccato quasi più per altre caratteristiche.Tuttavia credo valga la pena vederli per completare lo scenario delle nominations agli Academy Awards 2017.

Puoi vedere la recensione di questo video sul mio canale YouTube : https://www.youtube.com/watch?v=PMfBCqRHg14&t=13s